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Unione Europea contro i rumori nocivi - Linear Apparecchi acustici
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Unione Europea contro i rumori nocivi

La Commissione e l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) hanno appena pubblicato la seconda relazione sul monitoraggio e le prospettive dell’inquinamento zero, che fornisce una panoramica del lavoro svolto dall’UE per conseguire gli obiettivi programmati in vista del 2030. Il dossier “Zero pollution” indaga sui vari settori del degrado ambientale, tra cui anche l’inquinamento acustico, mostrando quanto le politiche dell’UE abbiano contribuito a migliorare la situazione, ma al tempo stesso come sia ancora necessario rinforzare l’azione comunitaria per completare il lavoro.

L’inquinamento atmosferico e quello acustico sono riconosciuti dall’Organizzazione mondiale della sanità come due delle più gravi minacce ambientali per la salute umana. L’aria inquinata e il rumore ambientale tendono a peggiorare nelle aree urbane, dove vivono tre cittadini dell’UE su quattro. Dal punto di vista atmosferico, sono stati ridotti sia l’uso di pesticidi sia la quantità di rifiuti di plastica in mare; tuttavia molto rimane da fare, in particolare per ridurre il rumore nocivo dovuto ai trasporti in aree urbane, dove vive la maggior parte dei cittadini europei. Dal punto di vista acustico, il piano “inquinamento zero” della Commissione Europea prevede in un prossimo futuro una riduzione del 30% della quota di popolazione cronicamente disturbata dal rumore dei trasporti. Si calcola che dal 2017 la diminuzione si sia limitata a una percentuale ancora troppo bassa, pari al 2%. Monitoraggi e controlli biennali regolari forniranno ancora dati precisi sugli sviluppi delle politiche future; ad oggi le lacune della mappatura acustica privano le autorità di dati completi sull’esposizione dei cittadini a livelli di rumore dannosi. Questa realtà viene sottolineata dalla Corte dei Conti europea, che mostra come il quadro giuridico dell’UE in materia di qualità dell’aria sia in fase di revisione per introdurre norme più rigorose entro il 2030, ma la direttiva UE del 2002 sul rumore ambientale non sia mai stata rivista. Tanto che l’istituzione comunitaria è intervenuta sul tema con un audit, riscontrando che spesso mancano valori-limite o valori-obiettivo dell’UE sulla riduzione dell’inquinamento acustico.